L’osmosi inversa è una tecnologia che sfrutta la capacità di certe membrane semi-permeabili di separare l’acqua dalle sostanze in essa disciolte.
Applicando una certa pressione (quella rete idrica), si forza l’acqua ad attraversare la Membrana; l’acqua pura (permeato) verrà così divisa dall’acqua contenente sali (concentrato).
La membrana osmotica che attua il livello più spinto realizzabile (quella di poliammidi/polisolfone), si comporta come una barriera nei confronti non solo di sali e sostanze inorganiche, ma anche nei confronti di sostanze organiche di peso molecolare superiore a 100; è perciò una eccellente difesa contro microinquinanti, pesticidi, pirogeni, virus e batteri che fossero contenuti nell’acqua.
Questa tecnologia apparsa sul mercato del trattamento dell’acqua in tempi recenti, si venuta affermando rapidamente, e , in pochi anni, si è imposta grazie alle sue caratteristiche di versatilità, di eccellenza di prestazioni e di semplicità d’uso.
Membrane Aquili HQ+
Le membrane caratterizzate dalla sigla HQ+ (High Quality Plus) rappresentano l’ultima generazione di membrane osmotiche che sintetizzano tutte le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni.
Sono membrane dotate di un alto tasso di ritenzione dei sali, riescono, infatti, a trattenere fino al 99% dei sali disciolti. Questi valori, fino a poco tempo fa, erano raggiunti solo dalle migliori membrane industriali con costi molto elevati e con pressioni di esercizio di 10 – 15 bar.
Inoltre, la particolare composizione della struttura della membrana permette di prelevare più acqua osmotica e di diminuire lo scarto pur mantenendo un'altissima qualità dell’acqua. Con le normali membrane si può prelevare dal 15% al 20% dell’acqua che entra nella membrana mentre l'80% - 85% va in scarto. Le membrane HQ+ permettono invece di recuperare dal 30% al 50% dell’acqua totale.
Membrana testata a 250 ppm = 390 microsiemens = 14 d°KH di Sali in soluzione.
25° di temperatura
pH 6,5 - 7,0
Ogni zona d’Europa ha una sua acqua diversa per caratteristiche organolettiche da tutte le altre acque.
Per permettere un uso corretto dei nostri impianti in ogni paese d’Europa, li abbiamo impostati con un rapporto di sicurezza che va da 1:1,5 a 1: 2.
Questo rapporto, durante l’uso, si assesta automaticamente in base alla pressione dell’acqua in ingresso. (le membrane standard lavorano con il rapporto 1: 4)
In questo modo abbiamo sacrificato il picco massimo di produzione raggiungibile (infatti, si può arrivare al rapporto 1: 1), ma in ogni paese Europeo, al variare della pressione o della durezza dell’acqua, l’impianto ha sempre ottime prestazioni e non sottopone la membrana a stress eccessivi che possano farla collassare.