Il potassio è uno dei macroelementi che le piante nell’acqua dolce assumono efficacemente nel giro di poche ore. Durante la crescita, il fabbisogno di potassio è maggiore rispetto ad altri elementi. Pur fertilizzando regolarmente, il potassio può quindi scendere al minimo e le piante possono ristagnare nella crescita.
La carenza di potassio rende dapprima i bordi delle foglie clorotici, che poi diventano necrotici. Le foglie si contorcono o arrotolano. Nell’acqua di rubinetto dell'Europa centrale, paragonato ai biotopi naturali, il potassio è presente in quantità ridotte, soprattutto nel rapporto in relazione alla concentrazione di calcio e magnesio. Per una buona crescita delle piante la concentrazione del potassio si dovrebbe aggirare intorno ai 10 mg/l; in acquari con una forte illuminazione (ad es. gli acquari in stile aquascaping) consigliamo quantità fino a 30 mg/l. Valori più alti nell’acqua dell’acquario favoriscono la crescita di alghe verdi filiformi. Nell’acqua marina, il potassio è presente in una concentrazione di circa 380–400 ml/l, viene però consumato solo in piccole quantità
Un contenuto di potassio troppo alto può diventare pericoloso per gli animali sensibili come i gamberetti. All’inizio si dovrebbe misurare giornalmente il contenuto di potassio dell’acqua d’acquario. Questo permette di rilevare il fabbisogno delle piante e di dosare corrispondentemente il fertilizzante. In seguito si possono effettuare le misurazioni regolari in periodi più lunghi.
Livelli di potassio consigliati
Acquario d'acqua dolce: 10-30 mg/l
Acquario Tanganica-Malawi: 10-30 mg/l
Acquari vegetali con pochi pesci: 10-30 mg/l
Acquario di acqua marina: il contenuto di potassio non può essere misurato con questo test
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